Tartufo nero liscio

Tartufo nero liscio

Il Tartufo nero liscio il cui nome scientifico è “Tuber macrosporum”, anche se poco conosciuto e solitamente non commercializzato, in molte zone è molto apprezzato. Si distingue per l’odore vagamente agliaceo simile al tartufo bianco e la superficie è liscia con piccole verruche. Si associa con molte piante simbionti come roverella, farnia, cerro, salice, tiglio, pioppo, carpino e nocciolo. Esteriormente è bruno-rossastro, quasi liscio, con piccole verruche depresse al centro. l’interno è di color purpureo con larghe venature chiare. Fruttifica da settembre a dicembre, producendo più esemplari nella stessa buca, e ne è consentita la raccolta dal 1 ° ottobre al 31 dicembre. Condivide lo stesso habitat del Tuber magnatum rispetto al quale però tollera maggiormente la siccità. Anche se considerato un “tartufo minore” ha alcune peculiarità e caratteristiche che meritano un’attenzione speciale. Il tartufo nero liscio purtroppo gode di poca considarazione anche a livello locale in quanto anche i tartufai, che vanno alla ricerca di questi funghi epigei, storicamente addestrano i loro cani alla ricerca del solo tartufo bianco; ai giovani cuccioli appena avviati al lavoro che ritrovano un tartufo nero non viene dato il consueto premio e, soprattutto in passato venivano addirittura puniti. Solamente di recente a livello locale si sta muovendo qualcosa per la valorizzazione di quesra eccellenza che, pur condividendo habitat e periodo di maturazione con un concorrente inarrivabile quale il tartufo bianco, merita una considerazione maggiore. Il tartufo nero liscio, a differenza del bianco, è coltivabile con successo. Alcuni vivaisti produttori di piante forestali micorrizate, ovvero aventi già il tartufo in simbiosi con l’apparato radicale, stanno iniziando a produrre piccoli lotti destinati alla coltivazione di Tuber macrosporum ed alcuni agricoltori locali, anche sospinti dalla ricerca di fonti di reddito alternative ai seminativi, si stanno impegnando per mettere a dimora queste piantine nei loro terreni per cercar di aumentare e rendere costante la produzione di nero liscio nella zona.

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